I Racconti della Stella Rossa

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Blogger: 72lenin
Nome: Davide

Ho combattuto ed è tanto: ritenni di poter vincere... ma natura e sorte studio e sforzi repressero. Ma già è qualcosa esser sceso in lotta, poiché vedo che in mano al fato è la vittoria. Fu in me quanto era possibile e che nessun venturo secolo potrà negarmi: ciò che di proprio un vincitore poteva dare; non aver avuto timore della morte, non essersi sottomesso, fermo il viso, a nessuno che mi fosse simile; aver preferito morte, coraggiosa a vita pusillanime.


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Il Disco del Momento:

Alan Sorrenti
Alan Sorrenti (1974)














DONNE!

E' arrivato



l'ARROTINO e l'OMBRELLAIO!

aggiustiamo gli ombrelli.
Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas.
Se avete perdite di gas noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas.
postato da: 72lenin alle ore 17:10 | link | sabato, 12 aprile 2008 commenti (6)
categorie: politica

Sulle note di Alan



ALAN SORRENTI - ALAN SORRENTI (1974)

ACCENDERE LE CASSE DEL VOSTRO PC


Diciamocelo chiaramente: in questi ultimi tempi non ho un gran piacere a scrivere, soprattutto perché non ho molto tempo libero, e quando ne ho sono troppo stanco per scrivere. Ed ecco che allora la sera, invece di stare davanti al computer, mi schiaffo alla TV, e mi vedo BLOB. Bene, in una di queste abuliche serate ho visto un video con immagini della spazzatura di Napoli mescolate con altre di Pasolini, sulle note di Dicitencello Vuje. La voce era inconfondibile, Alan Sorrenti, il "figlio delle stelle e pronipote di sua Maestà il Denaro"... Ho recuperato l'LP da cui è tratto il brano (che, per inciso, Blob sta riproponendo, pezzo per pezzo, tutte le sere...).



Un disco molto poco considerato, l'ultimo lavoro impegnato di Sorrenti prima di sputtanarsi con la Disco. Eppure basti pensare a quanti cantautori si siano ispirati a certi suoi arrangiamenti: a colpo d'occhio (anzi, d'orecchio!), Venditti ha "preso qualcosa" per il suo brano "A Cristo", mentre Battiato ne ha ripreso certe ritmiche di Viso d'Inverno, soprattutto per Patriots, il disco che avrebbe realizzato 6 anni dopo.

Alan Sorrenti stesso ha la sua grande fonte ispiratrice in Peter Hammill e nei VDGG: Dave Jackson collabora al flauto in tutti i suoi dischi. In questo suo terzo disco, però, Sorrenti sembra volersi staccare dal progressive puro, vuole prendere la voce sgraziata Hammill per immergerla nella musica mediterranea. Ad un attento ascolto, l'operazione gli riesce perfettamente.

Sarebbe opportuno che Alan ritrovasse un pò di cervello e si dedicasse di nuovo a queste atmosfere soffuse e coinvolgenti, che ne fanno comunque uno dei più importanti cantautori italiani.

Track List:
1. Viso d' Inverno
2. Dicitencello Vuje
3. Ma Tu Mi Ascolti
4. Sulla Cima del Mondo
5. Poco Piu Piano
6. Microfoni Assassini
7. Incrociando II Sole

postato da: 72lenin alle ore 08:01 | link | sabato, 08 marzo 2008 commenti (7)
categorie: musica, personale, persone

I Compagni e le Foibe



Ieri sera io e Angela ci siamo recati a Selci per un appuntamento con la locale sezione di Rifondazione Comunista, allo scopo di proiettare al pubblico un documentario circa le efferatezze commesse dall'esercito italiano in Jugoslavia, ma non solo. I vari interventi che si sono succeduti mi hanno portato a riflettere maggiormente su questa amara vicenda.

Una prima considerazione è senz'altro il fatto che questa vicenda, a mio avviso di mero scontro etnico, sia stata ampiamente strumentalizzata da destra per dire che comunque sia , "i morti ci sono stati dall'una e dall'altra parte".

La seconda considerazione è che, pur condividendo gli interventi espressi dai vari compagni, è che non si dovrebbe cadere nel tranello di entrare su questi parametri del discorso. Non si può dire che quei morti siano diversi da altri. Più semplicemente, che quelle vicende non hanno sicuramente niente a che fare con i compagni, con le lotte operaie. Non è poi così difficile. Sembra come se l'essere comunisti comporti necessariamente il portarsi dietro il fardello delle nefandezze di molti regimi dell'Est europeo. Non capisco. Eppure Kruscev, nel 1956, sconfessava Stalin, nel 1968 Dubcek sognava nel suo manifesto delle 1000 parole un socialismo diverso, negli anni 70 Berlinguer si allontanava dell'esperienza sovietica, proponendo il suo "eurocomunismo". Perché tanti pruriti allora?

Ho sempre ritenuto che i compagni siano stati un movimento in grado di rimettersi in discussione: che lo si faccia, ma per bene. Così come si è avuto il coraggio di dissociarsi dal terrorismo, da chi ammazza la gente per strada la mattina presto, bisogna avere il coraggio di dire: quelli non sono compagni. Sono altro, ma non sono compagni.

Ritengo vergognosa l'operazione (l'ennesima) della Destra di fare propria una tragedia per attaccare i compagni, e trovo stupido che i compagni. Non ti curar di loro, ma guarda e passa. Forse è la cosa migliore. E che il sindaco di Selci (PD) abbia deciso di intitolare una piazza ai martiri delle Foibe, ci da il senso di come da sinistra ci si stia spezzando definitivamente in due tronconi, di cui uno torni finalmente ad essere laico. E ognuno per la sua strada.

postato da: 72lenin alle ore 11:29 | link | domenica, 10 febbraio 2008 commenti (5)
categorie: politica, comunismo, fascismo

Plis, visit aur cauntri



Certe volte mi faccio una domanda che una volta suonava un pò retrò, se non di sapore nazionalista. La domanda è la seguente: come ci vedono all'estero? Non è una domanda che si preoccupa dell' immagine del Bel Paese all' estero, piuttosto vuole dare una risposta più a freddo, distaccata. E ho immaginato un sito Italia.it con il suo vero volto.

HOMEPAGE
Il sito Italia.it è costato complessivamente 45 milioni di euro. Se in Italia io vado a rapinare un ufficio postale, posso al massimo raccogliere, in giorni di pensione, 100/200mila euro. E mi faccio anni di carcere. Se invece supero certe cifre, che so, 1 milione di euro, divento un genio della finanza. Si può sapere nel dettaglio come sono stati spesi questi soldi, e chi sono i responsabili? Naturalmente no. Rutelli, il nostro ministro dei beni Culturali, ha giustamente affermato che l'idea di questo "maxi investimento" era partito dall'ex ministro del governo Berlusconi Lucio Stanca. Benissimo. E allora perché il ministro non è andato in Parlamento, in televisione, per denunciare e mettere sulla pubblica gogna chi ha commesso questo spreco? Invece è andato al BIT, ha presentato il logo da 100mila euro (ah, me li dessero a me, per fare due sgommate di cacca su un cartoncino!), e si è fatto quel ridicolo video per invitare i turisti a venire in Italia. E in questi giorni, con una calma olimpica, ne annunciava la chiusura.

CHI SIAMO
Siamo un paese di cialtroni. I nostri politici riflettono quello che noi siamo, una massa di gente abulica che si incazza per stronzate, che guarda il dito e non la luna, cattivi, parassiti, schifosi, viscidi, razzisti, ladri e rubagalline.

DOVE VIVIAMO
Il nostro BelPaese è vittima di una cancrena che si chiama cemento. Non abbiamo nessuna prospettiva, nessuno sviluppo dal punto di vista energetico, gestiamo tutto con la politica dell'emergenza post-bellica; lo Stato è ormai solo una gigantesca strutura di rompicoglioni che non ha più potere effettivo: tutto quello su cui poteva intervenire è stato scientificamente privatizzato e cartolarizzato; abbiamo una classe clerico-fascista, abbastanza omogenea sia a destra che a sinistra che ci governa in nome delle grandi lobbies di potere e dei poteri clientelari.

COME VIVIAMO
Male, molto male. Il lavoro è ormai un premio da vincere alla lotteria, tutto quello che si fonda sulla stabilità viene sistematicamente distrutto. Per vivere bene, tocca affidarsi alla benevolenza del politico di zona. La nostra classe politica è la vera paladina dell'antipolitica (altro che cazzi), rifugge da qualunque motivazione etica in nome del potere. Leggi come la Biagi o la Teu sono viste come un traguardo. Probabilmente è vero, ma bisogna vedere per chi.

SCREENSHOT
Una bella fotografia della nostra Italia la possiamo trovare nelle aule parlamentari, nelle vie di Napoli e provincia, nelle zone industriali in dismissione, nei centri commerciali esterofili, nelle aziende sanitarie locali, davanti alle chiese, nelle scuole, nelle fabbriche naziste, nei residence dormitorio, sulle nostre coste, in cima a i nostri ghiacciai che non ci sono più.

DOWNLOAD
l'italia è l'unico Paese che riproduce merda in maniera direttamente proporzionale a quanta si cerca di toglierne. Buon download.
postato da: 72lenin alle ore 13:16 | link | giovedì, 24 gennaio 2008 commenti (7)
categorie: politica, deliri

Homo Homini Loop

postato da: 72lenin alle ore 09:09 | link | mercoledì, 02 gennaio 2008 commenti (3)
categorie: deliri

Produci Consuma Crepa



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La Produzione, prima di tutto!

postato da: 72lenin alle ore 23:29 | link | mercoledì, 12 dicembre 2007 commenti (6)
categorie: politica

La Classe Operaia va all'Inferno



Del Delitto e della Pena - Capitolo II


L'ennesima strage sui posti di lavoro risveglia dal coma questo Paese abulico, e ci pone di fronte all'attenzione il fatto che abbiamo tre sindacati di merda. Ieri leggevo alcune interviste e articoli su Repubblica, gente costretta a fare 10/12 ore di lavoro in una fabbrica in via di dismissione, con turni più lunghi per compensare l'assenza di chi era stato forzatamente deportato nelle acciaierie di Terni. Con macchinari obsoleti e sindacalisti compiacenti, che puntano i piedi se uno va in pensione a 57 o a 58 anni ma non fanno un cazzo di fronte al dilagare del fenomeno del "socio cooperativo", una variante della moda iniziata con la Legge Biagi, e prima ancora con la Treu. Organi che dovrebbero essere alle dipendenze dei lavoratori e che invece pensano solo a inciuciare con il padrone, quando non passano addirittura dall'altra parte della "barricata". Una prova? Andatevi a leggere i curricula di tanti dirigenti, di tanti responsabili della gestione personale di molte aziende, poi ne riparliamo.

Ma non voglio oggi parlare delle ingiustizie del mondo del lavoro, per le quali non mi basterebbero 50 post per parlarne. Voglio invece mettere l'accento sull'ennesima iniziativa dei questo governo, che come tutti i governi precedenti e... successivi, ci butta un pò di fumo negli occhi, con un inasprimento delle pene, come riportato qui.
E mi voglio riallacciare al un mio precedente post: ma che cazzo gliene frega a un padrone, a un dirigente, per giunta straniero , di eventuali sanzioni penali? Sarebbe questo il deterrente? Vogliamo vedere adesso i dirigenti della ThyssenKrupp se si faranno anche un solo giorno di galera, o se cacceranno fuori subito un euro per le famiglie degli operai morti? Macché. Il nostro sistema giudiziario, studiato apposta per favorire l'impunità di questi personaggi, con l'aiuto delle leggi di Berlusconi e dell'ex-ministro Castelli, procrastinerà all'infinito questo processo, con gli accusati che si potranno permettere i migliori principi del foro, e il tutto finirà con una prescrizione o con un assoluzione in cassazione, come successo a Porto Marghera.

Adesso mi rivolgo ai compagni, a quelli che vogliono formare la Cosa Rossa, o ai congressisti del Partito Comunista dei Lavoratori di Ferrando, e chiedo: che cosa devono chiedere, oggi, adesso, i comunisti per i lavoratori. Lo chiedo anche ai centri sociali, ideologicamente annichiliti dietro quattro parole d'ordine e senza alcuna progettualità. Io chiedo a tutti voi, lo chiedo anche a me, dove siamo? Dove è la nostra voce? I dirigenti della ThyssenKrupp ci devono andare in galera si o no? Rispondete cazzo. Non vi accorgete che il mondo operaio non vi segue più, che siete presi a lottare su piani e dibattiti scollegati con la realtà? Gli operai ormai non hanno più nemmeno il loro partito dietro, le briciole rimaste sono riserve indiane per cui l'unica cosa è... mantenere il punto, come quel colonnello cocciuto ne "Il Ponte sul Fiume Kwai". E intanto gli operai sprofondano negli inferi...


... da oggi in poi spero di poter scrivere, di solito lo farò solamente la domenica mattina. Mis cuso con gli amici per non essermi fatto vivo.
postato da: 72lenin alle ore 10:17 | link | domenica, 09 dicembre 2007 commenti (9)
categorie: politica, giustizia

Serpenti e Frecce...


RUSH - Snakes & Arrows Tour - Live a Milano, 23 ottobre 2007





"La direzione in cui soffia il vento"

Ora si è giunti a questo
È come se fossimo tornati ai secoli bui
Dal medio oriente al medio occidente
È un mondo di superstizione

Ora si è giunti a questo
Eserciti di fedeli con gli occhi sgranati
Dal medio oriente al medio occidente
Prega, e porgi una munizione





Molta gente la pensa così
Devi fare attenzione a ciò che dici
A loro, e a loro, e ad altri ancora
Che non sembrano vederla nel suo stesso modo

Possiamo solo crescere nel modo in cui soffia il vento
Su una riva nuda e piovosa
Possiamo solo piegarci al qui e subito
Nella nostra guerra elementare





Possiamo solo crescere nella direzione in cui soffia il vento
Possiamo solo piegarci al qui e subito
O essere abbattuti colpo dopo colpo

Ora si è giunti a questo
Vani discorsi di inganno di massa
Dal medio oriente al medio occidente
Come crociati in empia alleanza

Ora si è giunti a questo
Come se fossimo tornati ai secoli bui
Dal medio oriente al medio occidente
È una piaga che resiste alla nostra scienza





Pare che li renda in parte ciechi
E loro non abbandonano alcun figlio
Mentre spiriti maligni infestano il loro sonno
Mentre i pastori benedicono e contano le loro pecore

Come un pino isolato
Su una riva nuda e seccata dal vento
Possiamo solo crescere nella direzione in cui soffia il vento

(Rush - The Way The Wind Blows - traduzione tratta da LimboRush.it)

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Un ringraziamento a tutte le perle suonate a Milano per il nuovo Tour dei Rush: Limelight; Digital Man; Entre Nous; Mission; Freewill; The Main Monkey Business; The Larger Bowl; Secret Touch; Circumstances; Between The Wheels; Dreamline; Far Cry; Workin' Them Angels; Armor And Sword; Spindrift; The Way The Wind Blows; Subdivisions; Natural Science; Witch Hunt; MalNar; Hope; Distant Early Warning; The Spirit Of Radio; Tom Sawyer; One Little Victory; A Passage to Bangkok; YYZ.

RUSH SEMPRE IN ASCOLTO SU QUESTO BLOG SEMPLICEMENTE ALZANDO LE CASSE DEL VOSTRO PC...
postato da: 72lenin alle ore 11:38 | link | martedì, 13 novembre 2007 commenti (10)
categorie: musica

Ciao, Nils!

postato da: 72lenin alle ore 19:50 | link | lunedì, 05 novembre 2007 commenti (4)
categorie: persone, asroma

Omaggio alla Rivoluzione





Dal Tg2 del 24 ottobre 2007



"La sera del 24 Ottobre di 90 anni fa a San Pietroburgo, la capitale russa, scoppiò una insurrezione: era l'inizio di un colpo di stato. Giacchè la rivoluzione che aveva rovesciato lo zarismo, quella menscevica, c'era già stata a Febbraio. Andava in scena dunque una controrivoluzione, quella bolscevica, minoritaria che avrebbe impresso un sanguinario sigillo all'intero '900; secolo breve ma anche secolo greve per il peso dei morti provocati da ideologie totalitarie. Lenin, Stalin e i loro successori col loro bagaglio zeppo di idee atee, materialiste e violente si imponevano come una nuova dinastia zarista aggressiva però non solo in Russia, bensì internazionalmente. In Occidente, per lo scarto tra calendario Giuliano e calendario Gregoriano, quel giorno non era più Ottobre, era Novembre, il 5 ma in Europa quel "Putsch" da allora miticamente chiamato Rivoluzione D'Ottobre ebbe ben presto i suoi tragici contraccolpi. Le paure suscitate da Lenin e compagni favorirono in Italia l'avvento del fascismo qualche anno dopo la Germania che pure aveva spinto Lenin a inoculare in Russia il debilitante virus comunista si ritrovò di fronte l'imprevis moloch rosso e partorì il mostro nazista. La avvelenata frittata totalitaria era fatta. Fascismo e nazismo crollarono per fortuna con la guerra; restò abilmente in piedi l'avventura comunista iniziata quella sera d'Ottobre. Che anzi fece conquiste e non solo nei tanti paesi soggiogati in mano militari, ma incredibilmente anche in molte coscienze nel mondo libero. Grazie all'indubbio potere seduttivo del comunismo abbiamo vissuto nel '900 una delle più perniciose truffe ideologiche della storia: violenza brutale spacciata per giustizia sociale, giogo totalitario per libertà socialista, ateismo di stato per nuova umanità. E quel che ha reso la truffa più amara e anche più longeva di altre, è che ci son caduti tanti spiriti giusti e generosi."

(Trascrizione presa da qui)

Di solito non amo le ricorrenze. Mi sa un pò di posticcio, di nostalgico. Per me la rivoluzione d'ottobre, pur con i suoi limiti, ha segnato una svolta in Occidente, e ha rappresentato una speranza per milioni di lavoratori, per più di 80 anni. Ha fatto il suo tempo, fa parte di un epoca storica e di una generazione di gran lunga superate, è molto difficile analizzare qualunque evento storico con gli occhi di oggi; possiamo però studiare e analizzare gli eventi per comprenderli meglio. Non possiamo però mistificare la realtà, raccontando favolette, e piegare la storia per dare valore alle nostre idee. Le idee vivono o muoiono a prescindere dalla storia; perché le idee sono un astrazione, e gli uomini che le applicano dei soggetti esposti continuamente all'errore di interpretazione e di attuazione.E adesso,nonostante il precariato diffuso, lo smantellamento dello stato sociale così faticosamente costruito in decenni di lotte sindacali, e, a livello mondiale, il dominio incontrastato del capitalismo, con lo sfruttamento e la riduzione in schiavitù di 4/5 del pianeta, c'è ancora qualcuno che si sente minacciato nei suoi privilegi. E sente quindi il bisogno di ricordare a tutti come il comunismo sia stato una grande truffa, e che una società giusta è solamente quella che contempli un servo e un padrone.

E per farlo, racconta un serie di nozioni lette sul Bignami, messe alla rinfusa, così, a cazzo di cane, riempendosi di parole difficili che ne rafforzano un discorso arrogante e non rispettoso non solo degli uomini che hanno militato nei partiti comunisti, ma della storia stessa.
Cosa sarebbe stata la seconda guerra mondiale senza Stalingrado? Mai letti tanti strafalcioni, così tanti da darmi la certezza che chi ha fattto questo servizio è in malafede.

Non bastava che anni fa, un altro giornalista ci ricordasse che nel 1929 un redivivo Lenin imperversava con i suoi slogan "Proletari di tutti i Paesi, unitevi!"; o che affermasse che nel 1994 Berlusconi era sceso in campo perché in Italia c'era il terrorismo.
Occorreva necessariamente, che in questo paese dove l'ignoranza è sovrana, arrivassero nuove pillole cariche di menzogne. Goebbels in confronto era un liberale.
postato da: 72lenin alle ore 18:26 | link | venerdì, 26 ottobre 2007 commenti (8)
categorie: politica, storia